Goretti: “Puntiamo sui giovani, Palladino è ambizioso”

Le prime parole del nuovo direttore tecnico della Fiorentina

Roberto Goretti, DT della Fiorentina

La Fiorentina ha presentato ufficialmente Roberto Goretti al suo pubblico. Il nuovo direttore tecnico viola ha spiegato com’è arrivato a Firenze, tra aneddoti del passato e considerazioni sulla nuova realtà, Pradè e mister Palladino. Queste le sue dichiarazioni

 

L’arrivo di Goretti alla Fiorentina

Quando si arriva qui al Viola Park, e in generale a Firenze, sei subito colpito dalla bellezza: del luogo, della città, della Fiorentina“.

Il percorso da calciatore

Io sono di Perugia, ho fatto tutto il percorso giovanile fino all’esordio in Serie B, poi abbiamo vinto il campionato e siamo saliti in A. Poi sono stato 3 anni al Napoli, 3 al Bologna, poi ancora Bari, Arezzo, Ancona ecc… prima di iniziare la mia vita da dirigente al Perugia, dove ho concluso la carriera“.

Com’è cambiato il mondo del calcio

Quando si gioca è uguale, resta un gioco fantastico che ci rappresenta a pieno, ma è cambiato così come la nostra cultura e società. Ha perso alcuni principi per indirizzarsi su altri, ma l’importante è che resti la passione per questo sport che è nel cuore di ognuno di noi“.

I ricordi da calciatore a Firenze

Da giocatore mi ricordo che era sempre bello venire a Firenze a giocare, con gli spogliatoi al terzo piano: alla fine del riscaldamento ero sfinito. Mi ricordo di una partita col Napoli contro Batistuta ed Edmundo, io giocavo in difesa, con il primo che mi fece gol. Quando ho affrontato la Viola mi sono sempre ritrovato davanti dei giocatori formidabili. Con il Perugia una volta perdemmo 4-1 con Lulù Oliveira che fece qualcosa come 3-4 tunnel nella stessa azione, mi prende ancora in giro“.

Il parere su Palladino e il rapporto con Pradè

La Fiorentina ha scelto un allenatore giovane e ambizioso, con voglia, carica ed energia. Questo fa parte della storia dell’ultimo decennio viola. Si è deciso di dare continuità a questo tipo di allenatore. Io sono a disposizione di Pradè, voglio guadagnarmi la sua fiducia e il suo rispetto, oltre che quello della società e dei tifosi, giorno dopo giorno. Ci conosciamo da tanto tempo e abbiamo anche fatto delle operazioni di mercato insieme. Un mese e mezzo fa mi ha telefonato e mi ha spiegato le sue idee e il lavoro che avrei fatto. Per me questa è una grande opportunità di crescere e di migliorare il mio percorso, e sono pronto per affrontare questa nuova avventura con grande senso di responsabilità e rispetto per la storia di questo club e di questa città. Spero di fare un buon lavoro e di dare il mio contributo“.

L’impatto del Viola Park e l’importanza del settore giovanile

Partiamo dal Viola Park: tutti dicono che è bellissimo, ma solo quando lo vedi e lo vivi ti rendi conto di cos’è. Credo che sia il messaggio che il presidente Commisso abbia voluto lanciare a Firenze e all’Italia calcistica, è il simbolo del livello a cui vuole portare la Fiorentina, ma chiaramente serve del tempo per fare bene, specialmente se si parla di giovani. Il mondo del calcio cerca di andare  forte, ma alla lunga è il lavoro negli anni a portare risultati, e se penso alla Fiorentina credo che debba diventare, in senso positivo, una fabbrica di calciatori. Dopo la Primavera ci sono 2/3 anni molto complicati, il salto è altissimo soprattutto in società di questo livello: c’è bisogno di un percorso intermedio per non far bruciare i giovani, per far conoscere loro il gioco. Questo avviene solo giocando, e in una squadra che conta 23/26 posti non è facile, ma ognuno deve avere la resilienza e la pazienza di centrare questo obiettivo. Personalmente credo che la Fiorentina abbia avuto un percorso importante sotto questo punto di vista, per ogni annata ha portato un giocatore in prima squadra: questa è una medaglia importante. Alcuni profili partiranno in ritiro con noi e poi deciderà mister Palladino su chi puntare“.

Qualche riflessione sul presidente Commisso

Non ho avuto il piacere di parlarci, ma la sua storia parla per lui. Mi sento ancora un ospite nei suoi confronti, ma il suo spirito e il suo coraggio dicono tutto della sua persona“.

Il senso della fortuna

Credo che ci sia un mix di cose. Il mio percorso da dirigente è stato lungo e faticoso. Sono partito come coordinatore degli allenatori del settore giovanile del Perugia, poi Agnolin mi volle responsabile del settore giovanile, la stagione successiva sono diventato il direttore sportivo della prima squadra: da quint’ultimi arrivammo secondi, perdendo i play-off di C. Poi siamo stati promossi e abbiamo sempre fatto bene in B. Sono stato fermo 10 mesi e sono ripartito da Cosenza, in B, con 5 tesserati e senza allenatore. Il 14 agosto abbiamo disputato la nostra prima partita stagionale in Coppa Italia proprio contro la Fiorentina al Franchi, ho pregato di non prendere 10 gol giocando con la Primavera: abbiamo perso solo 4-0, è andata benissimo, forse solo Vlahović non si rese conto della situazione. Alla fine ci salvammo ai play-out. Poi sono andato a Reggio Emilia e ci siamo salvati in B dopo 25 anni dall’ultima volta. Questa opportunità è arrivata sia per fortuna sia per il mio percorso: parlo poco, studio molto e sono molto autocritico. Ci vuole coraggio, lo dico sempre a Pradè: “Quanto coraggio ha la Fiorentina?“.

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[…] della Fiorentina predilige un portiere bravo con i piedi e in impostazione, dunque Pradè e colleghi si stanno guardando intorno per cogliere qualche alternativa. Il Corriere dello Sport ne individua […]

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1 anno fa

Sé le ambizioni sono gli scarti della sudicia(Rubentus)..siamo messi bene.Kean sé lo usino come uomo delle pulizie,rivoglio Vlahovic.

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1 anno fa

Chi e Santa Maria?

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[…] Fiorentina: nelle ultime 48 ore sono stati presentati ufficialmente a stampa e tifosi Palladino e Goretti, rispettivamente nuovo allenatore e direttore tecnico, e sembra ormai cosa fatta per l’arrivo […]

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[…] Goretti è stato presentato oggi come nuovo direttore tecnico della Fiorentina. 48 anni, natìo di Perugia e con un passato da […]

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