Raffaele Palladino è l’uomo giusto per la Fiorentina?

Analisi sul tecnico che sembra destinato a guidare la Viola la prossima stagione

Quella di domani contro l’Atalanta sarà l’ultima partita di Vincenzo Italiano sulla panchina della Fiorentina, mettendo fine ad un intenso ciclo durato 3 anni. Con l’addio del tecnico di Karlsruhe la Viola si ritrova nella situazione di dover ripartire quasi da zero, anche in vista di un calciomercato che vedrà molti cambiamenti. Stando alle ultime notizie il nome designato per sostituirlo sarebbe quello di Raffaele Palladino, giovane allenatore che alla guida del Monza si è piazzato al dodicesimo posto in campionato. Il tecnico dei brianzoli è il nome giusto per la panchina della Fiorentina? Cerchiamo di scoprirlo insieme.

 

La carriera da allenatore di Palladino

Palladino è uno degli allenatori più giovani del nostro campionato, ma ha già due anni di Serie A alle spalle. Classe 1984, dopo il ritiro dall’attività agonistica nel 2019 ha iniziato ad allenare le squadre giovanili del Monza, arrivando poi ad allenare la Primavera nella stagione 2021/22, appena due anni fa, con ottimi risultati. Nel frattempo la prima squadra brianzola ottiene il pass per la Serie A, ma dopo un’inizio tutt’altro che esaltante nel massimo campionato, caratterizzato da un solo punto nelle prime 6 partite, Adriano Galliani decide di esonerare Giovanni Stroppa e di promuovere Palladino alla guida dei “grandi”. Quello che doveva essere un traghettatore si è rivelato poi un allenatore coi fiocchi. Nelle prime 3 partite in massima divisione ottiene 9 punti, compreso il battesimo da sogno contro la Juventus, mantenendo poi un ruolino di marcia che consente ai suoi non solo di salvarsi con largo anticipo, ma anche di sognare l’Europa minore come testimoniano i 52 punti finali in classifica. Da menzionare, oltre alla doppia vittoria contro la Juve, i successi contro Inter, Napoli, Bologna e proprio Fiorentina.

La seconda stagione è meno esaltante della prima, anche per via di una rosa con meno qualità rispetto a quella dell’anno precedente. In estate lasciano Carlos Augusto, Sensi e Rovella oltre a Caprari, giocatore chiave vittima di un gravissimo infortunio a inizio stagione. Ciononostante, Palladino riesce a trovare una nuova quadra e a salvare di nuovo il Monza senza troppi patemi, seppur con una flessione nel finale di stagione. 45 punti in classifica e dodicesimo posto finale, ben distante dalla zona calda. Il Monza è diventata una realtà stabile del nostro campionato grazie soprattutto al giovane tecnico di Mugnano di Napoli, che con le sue idee e con un modo di giocare mai rinunciatario è riuscito a togliersi belle soddisfazioni. Ora, però, sembra arrivato il momento dello step successivo.

Il suo stile di gioco

Palladino si è dimostrato un tecnico bravo ad adattarsi ai giocatori presenti in rosa, rifiutando un certo integralismo in fatto di moduli e soluzioni da adottare. Durante la sua prima stagione era solito schierare i suoi con un 3-4-2-1, basato sulla qualità in mediana del duo Sensi-Rovella e sulle continue sovrapposizioni di Carlos Augusto. L’esterno brasiliano, vero e proprio ago della bilancia del primo Monza “palladiniano”, ha messo a referto 6 gol e 5 assist in campionato rivelandosi uno dei migliori laterali del nostro calcio. Pur non avendo davanti un attaccante prolifico, Palladino è riuscito a giovare della fisicità di Petagna e dei movimenti di Dany Mota per innescare al meglio proprio Caprari e Pessina, ritornato ad alti livelli grazie a lui.

Con l’addio di Carlos Augusto e complice anche il calo di rendimento di Ciurria, Palladino ha deciso di cambiare sistema e passare al 4-2-3-1. Pessina, da incursore, diventa il centrocampista geometrico a cui affiancare il motorino Bondo, Colpani, invece, il punto di riferimento sulla trequarti. Il giocatore scuola Atalanta, schierato come sottopunta o largo a destra per rientrare sul mancino, diventa l’uomo in più della squadra come testimoniano gli 8 gol e i 4 assist messi a referto. Inoltre va sottolineata la presenza di Milan Đurić, attaccante arrivato a gennaio e di cui Palladino è stato bravissimo a sfruttare la fisicità dirompente.

I possibili incroci di mercato

Quando un allenatore cambia squadra è solito portare con sé alcuni dei suoi fedelissimi. La Fiorentina vedrà un ricambio importante in sede di mercato, ed è possibile che Commisso voglia venire incontro alle esigenze del nuovo tecnico con degli acquisti mirati. Uno di questi potrebbe essere proprio Andrea Colpani, che può partire per una cifra vicina ai 20 milioni di euro. Da capire come agirà la società a riguardo.

Palladino è un allenatore ambizioso e di grande talento. Il suo matrimonio con la Fiorentina potrebbe giovare a entrambe le parti: a lui per confermarsi alla guida di un club importante, alla Fiorentina per cambiare ma senza stravolgere. Solo il tempo ci dirà chi avrà avuto ragione.

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1 anno fa

Si parlava tanto anche di Italiano, ma il problema non credo che sia solo l’allenatore

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1 anno fa

Grande

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1 anno fa

Sarri se vogliamo dare una svolta ma non Basta solo l’allenatore almeno un po’ di rinfrescata ci vuole….. 💜💜

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1 anno fa

Non credo che sia la persona giusta. Spero di sbagliarmi

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1 anno fa

No è un Vincenzo Italiano alla seconda

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1 anno fa

Se hanno ambizioni Sarri, per 6/7 posto va bene Palladino

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