Fiorentina, è il tempo di diventare grandi

Oggi l'appuntamento con la storia, che deve essere arricchita con una nuova pagina viola

fiorentina

Ci sono degli attimi in cui il tempo sembra fermarsi, in cui tutto quello che uno ha attorno sembra sparire. Sicuramente, quello che stanno vivendo i tifosi e i calciatori della Fiorentina in queste ore si associa perfettamente a questa sensazione. L’ansia, la paura, la voglia di rivalsa e di vittoria. È il giorno della finale di Conference League, è il giorno di Fiorentina-Olympiacos, e l’odissea viola deve concludersi nel modo migliore possibile in quel di Atene, portando a casa una coppa che manca da ormai troppo tempo nella bacheca del club.

 

Mettercela tutta per amore della Fiorentina

Molti allenatori dicono che partite di questo genere non vadano studiate in modo diverso dalle altre perché si preparano da sole. Chi gioca per la Fiorentina, soprattutto chi era a Praga lo scorso anno quando il West Ham riuscì a vincere all’ultimo respiro, sa bene dell’importanza di questa partita, a conti fatti la più importante della storia recente – e forse non solo – della Viola. Due finali europee in due anni sono un risultato di primissimo livello che fino a qualche tempo fa sembrava pura utopia, ma il lavoro fatto in questi anni sul campo, sulle scrivanie e sugli spalti ha trasformato in possibile l’impossibile. La Fiorentina è finalmente tornata sulla mappa dell’Europa calcistica, diventando nuovamente “vanto e gloria” di Firenze. Ora, però, c’è da realizzare un sogno.

La squadra di Vincenzo Italiano arriva allo scontro contro l’Olympiacos da favorita, ma dovrà affrontare i greci in casa loro, ad Atene. L’OPAP Arena, anche se formalmente casa dell’AEK Atene, sarà una bolgia, motivo per cui il tecnico viola ha parlato di furore in conferenza stampa. Non conta solo la qualità tecnica di González o Beltrán, ma anche la voglia di mangiarsi gli avversari, di arrivare prima su ogni pallone come se fosse l’ultimo. La brama di regalare una gioia a tutta la gente di Firenze, da chi ha nostalgia e ricordi sbiaditi dei bei tempi che furono a chi, invece, vorrebbe creare una memoria indelebile da tramandare ai posteri.

È il giorno della finale, è il momento in cui il Giglio deve issarsi sul tetto d’Europa a guardare tutti dall’alto: per Firenze, per l’Italia, per Joe. Fiorentina, è il tempo di diventare grandi.

 

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Dante
Dante
1 anno fa

Salvi l’onore battendo una dea

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