Maxime Lopez è uno di principali candidati per una maglia da titolare in Fiorentina-Monza, sfida valida per la 36a giornata di campionato, ma il suo futuro sembra lontano da Firenze. Il francese è infatti un giocatore di proprietà del Sassuolo, arrivato alla corte di Italiano in prestito con diritto di riscatto. Opzione, queste, che la Fiorentina pare non voler esercitare al momento. Se ne riparlerà a fine stagione dato che la Viola ha un campionato da portare a termine e una finale di Conference League da disputare contro l’Olympiacos, ma Lopez ha comunque detto la sua ai microfoni di Gianluca Di Marzio. Ecco le sue dichiarazioni.
Maxime Lopez sulla finale di Conference League
“Sono molto contento perché quella del 29 maggio sarà la mia seconda finale europea in carriera dopo quella che ho fatto col Marsiglia – finale di Europa League del 2018, persa 3-0 contro l’Atletico Madrid di Simeone. Sono davvero contento di questo risultato, non importa che non abbia giocato il ritorno. Abbiamo eliminato il Bruges e questo mi rende orgoglioso della mia squadra. Giochiamo per vincere, anche perché quando perdi una finale di questo calibro ci pensi sempre, per tutta la vita. Va detto che quando l’Atletico Madrid era molto più forte di noi all’epoca“.
Le differenze tra Sassuolo e Fiorentina e le chances di permanenza in viola
“Non so se resterò a Firenze la prossima stagione. Il club ha un’opzione per il riscatto e deciderà sul mio futuro. Per tornare nel grande giro dovrei fare il titolare per un anno intero, dunque 35-40 partite in una squadra di livello. Solo così posso fissarmi degli obiettivi più grandi. La differenza più grande tra Fiorentina e Sassuolo è che i neroverdi erano una squadra che lottava per non retrocedere, mentre a Firenze si lotta per le posizioni di alta classifica. La squadra ha giocatori di maggior qualità rispetto a Reggio Emilia. Quest’anno ho fatto delle ottime prestazioni ma non sto vivendo la mia miglior stagione, tuttavia, c’è ancora da giocare diverse partite, specie la finale di Conference“.
Un possibile ritorno in Francia
“Perché no? Sarebbe bello, ma se hai giocato nel Marsiglia è difficile tornare per giocare in un’altra squadra. La porta per il mio ex club è sempre aperta, non l’ho mai chiusa e non lo farò mai. Marsiglia è la città del calcio, la squadra è importantissima per la città e io ero addirittura titolare a 18 anni. Essendo marsigliese, poi, è tutto amplificato all’ennesima potenza“.


