Questa mattina il Corriere dello Sport apre con un’analisi sulla Fiorentina, commentando il pareggio per 1-1 contro il Club Bruges ma non solo. I viola raggiungono la finale di Conference League per il secondo anno consecutivo, un risultato di prestigio che rende merito al percorso fatto dai viola e dal loro allenatore, Vincenzo Italiano, che con quella del 29 maggio raggiungerĆ la terza finale sulla panchina gigliata. Questo il commento del quotidiano.
Voglia, grinta e dominio, ecco com’ĆØ passata la Fiorentina
Due finali consecutive di una competizione europea, come nel biennio 1961/62 in Coppa delle Coppe. Un risultato di prestigio a cui la Fiorentina arriva solo e soltanto per meriti suoi, dato che la partita di Bruges di ieri ĆØ stata una prestazione a dir poco straordinaria della squadra di Vincenzo Italiano. Non mancano certo gli errori, quelle piccole imperfezioni che alla lunga possono costare caro, vedi il gol subito da De Cuyper o qualche imprecisione di troppo in attacco come nell’occasione colossale sprecata da Nico GonzĆ”lez, ma nemmeno la sfortuna. 3 legni, risposte importanti di Mignolet e tanto altro ancora.
Poi il rigore, lo spauracchio della stagione viola. Tanti, troppi errori dal dischetto nel corso dell’anno, spesso da coloro che negli anni sono stati delle garanzie dagli 11 metri. Un rigore che, se sbagliato, poteva costare la qualificazione alla Fiorentina. Nico GonzĆ”lez ĆØ il rigorista designato, ma dopo gli ultimi errori ha deciso di lasciare la battuta ā con grande umiltĆ ā a Lucas BeltrĆ”n, che finalmente ha spezzato la maledizione. Sembrava una gara maledetta, ma la Fiorentina non lāha mollata e lāha presa in mano, dominandola e quel brutto inizio di gara. Fra andata e ritorno i gigliati hanno tirato 51 volte verso la porta belga, giusto il passaggio del turno.



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Si, meritato con tanti pali e traverse ..š