Cecchi: “Io sono e resto un italianista”

Le parole del giornalista sportivo, grande tifoso della Fiorentina

Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina

Stefano Cecchi, opinionista sportivo e grande tifoso della Fiorentina, ha parlato della sua squadra del cuore ai microfoni di Radio Sportiva. In particolare, Cecchi si è soffermato sul ruolo di Vincenzo Italiano negli ultimi 3 anni, a detta sua fin troppo bistrattato dalla tifoseria gigliata. Di seguito la sua opinione.

La posizione di Cecchi su Italiano

Non so chi vedrei al posto di Italiano. Firenze è una piazza che si divide da sempre, fin dai tempi di Chiarugi: c’erano i chiarugiani e gli anti-chiarugiani, si è divisa anche su un personaggio a mio modo di vedere indivisibile come Antognoni. Adesso si è divisa su Italiano, ma io continuo ad essere tra gli italianisti. Per come la vedo io la Fiorentina ha una rosa buona, ma non eccezionale, e quel qualcosa in più lo dà l’allenatore. Molti tifosi invece pensano che sia un freno, un limite per la squadra, e quindi credo che il suo addio sia scontato e giusto. Per il sostituto, da quel che so, alla dirigenza viola piacciono i profili di Aquilani e Gilardino. Per me il primo sarebbe un rischio, mentre il secondo non mi dispiacerebbe perché a Genova sta mettendo in mostra un calcio intelligentissimo, e conosce la piazza, ma per me resterà al Grifone“.

Pregi e difetti del tecnico

Ci sono allenatori per i quali la bellezza è un valore aggiunto. Perché sto con Italiano? Perché ha dato un’identità di gioco alla squadra e il progetto è in crescita. Italiano per me è bravissimo, ma non so se sia ancora pronto ad allenare squadre come Juventus o Napoli, specialmente la prima. Per andare in certe piazze ci vuole esperienza e un pizzico di furbizia. Ad esempio: Italiano mediaticamente è un disastro tra rapporti con la tifoseria e la stampa. Per me diventerà un grandissimo allenatore, ma non è ancora il momento di fare questo passo“.

Sul possibile futuro a Napoli

La storia del Napoli ci racconta che è cresciuta facendo affidamento sugli emergenti, da Mazzarri a Sarri. In questo senso Italiano ha fatto benissimo a Firenze, ha ricostruito un ambiente che prima non esisteva. La Fiorentina era una squadra in balia di tutto e tutti, con i migliori giocatori che andavano via, dimostrandosi un ottimo gestore di situazioni difficili. Non ha mai fatto polemiche, ed è uno che chiede un esterno che faccia gol da 3 anni. Per un progetto di ripartenza è un ottimo profilo“.

 

 

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