La Fiorentina e una fase difensiva da migliorare

Per perseguire traguardi ambiziosi c'è bisogno di una difesa più solida

Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina

Fiorentina e fase difensiva non vanno d’accordo. Due giorni fa a Budapest è stata evidente la fragilità difensiva dei viola: il Maccabi Haifa è riuscito a fare breccia reiteratamente nel “muro” comandato da Milenkovic e Ranieri segnando agilmente 3 gol. É innegabile che la Fiorentina abbia delle lacune ricorrenti e inconcepibili per una squadra che punta a grandi traguardi.

Italiano è un allenatore moderno che fa del suo stile di gioco propositivo e aggressivo il suo biglietto da visita. La Fiorentina gioca un calcio spettacolare, votato all’attacco, in cui il possesso palla e gli inserimenti offensivi fanno da padrone. Il problema dei viola non è mai stata la produzione di mole di gioco offensiva – un po’ la finalizzazione -, bensì la fase difensiva. Una squadra che vuole raggiungere determinati traguardi non può permettersi di sottovalutare la fase di non possesso. In campionato i viola hanno subìto 30 gol in 27 partite, mentre in Conference 9 in 7 partite – le uniche due partite con clean sheet sono state contro il Cukaricki -. Neanche troppi, in realtà. Se il dato non è estremamente negativo, questo è soprattutto grazie ad alcune prestazioni eccellenti di Terracciano. É vero, alla fine contano le statistiche, quindi la fase difensiva della Fiorentina potrebbe anche essere etichettata come imperfetta ma efficace. La verità, però, è un’altra.

FRAGILITÀ – Contro il Maccabi Haifa, la difesa della Fiorentina ha offerto probabilmente una delle peggiori partite dell’era Italiano. Come scritto sopra, il mister ex Spezia non è noto per la preparazione difensiva delle sue squadre. Italiano, infatti, predilige un sistema di gioco offensivo in cui la fase di non possesso è rappresentata da un pressing aggressivo in avanti. Sullo stile di Atalanta, Inter e Torino, con questa filosofia di gioco si creano inevitabilmente 1 vs 1 coraggiosi in campo aperto. Se molte volte i viola interpretano alla perfezione i principi difensivi richiesti dal tecnico – un esempio è la partita con la Lazio di dieci giorni fa -, altre volte vanno esageratamente in difficoltà. I 3 gol subiti contro il Maccabi sono sinonimo di evidente fragilità difensiva: il primo gol, l’unico veramente salvabile – forse -, è scaturito da una mischia in area e da una disattenzione di Milenkovic in marcatura, il secondo da una scalatura sbagliata di Ranieri e Kayode che hanno spianato la strada a Kinda, mentre il terzo – quello più evitabile – Ranieri ha sbagliato l’intervento su Khalaili consentendogli di entrare in area e traffigere un non superbo Terracciano. Tutto troppo facile per gli israeliani. Fortunatamente i viola hanno ribaltato il match due volte grazie ad una fase offensiva ottima, ma con una fase difensiva così “ballerina” i tifosi non possono mai stare tranquilli. Indipentemente dall’ultimo match, c’è la costante sensazione che gli avversari possano arrivare alla conclusione quando attaccano. Se la Fiorentina vuole ambire a grandi obiettivi, è doveroso alzare l’asticella anche in difesa.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Ecco le considerazioni del mister dopo il pareggio al Franchi contro l'Inter...
Qualche rotazione in vista del match di stasera: Piccoli ancora titolare, Kean si vedrà a...