Nel corso dei due anni e mezzo di Vincenzo Italiano sulla panchina della viola il ritornello di molti addetti ai lavori è sempre stato lo stesso: la Fiorentina è bella da vedere, ma poco concreta per fare uno step in più. Per quanto questo sia un concetto limitante, perché il dominio del gioco è un principio cardine del calcio di Italiano, ultimamente si può dire tranquillamente che i viola hanno rinunciato all’estetica trovando vittorie all’insegna del cinismo.
3 vittorie di fila per 1-0 in campionato, qualcuno direbbe “corto muso”. Volendo essere precisi, a parte la partita contro il Verona in cui i viola si sono salvati più volte grazie ai miracoli di Terracciano, né contro il Monza né contro il Torino la Fiorentina ha espresso un calcio rinunciatario, ma sicuramente meno preponderante rispetto al solito, eppure sono arrivati 9 punti, giocando senza Nico e Bonaventura. Il grande cambiamento lo si nota in fase difensiva, con una Fiorentina che subisce molto di meno rispetto a prima, frutto di tanto allenamento da parte del mister che più volte in conferenza stampa si era lamentato delle troppe occasioni concesse a partita. Senza Nico, con un Bonaventura a mezzo servizio, e con gli altri esterni tutt’altro che costanti, pretendere una Fiorentina arrembante sarebbe stato controproducente, allora meglio badare al sodo e concentrare i propri sforzi sulla solidità difensiva.
C’è stata sicuramente una crescita dal punto di vista mentale, ma Italiano non cambierà modo di giocare. Per lui il gioco offensivo, basato sul pressing alto e sul dominio nel possesso palla è una prerogativa, ma almeno i viola hanno più consapevolezza dei propri mezzi là dietro.


