Fiorentina, serve più cinismo

I viola hanno dominato nel possesso palla, ma non basta più

Vincenzo Italiano, allenatore della Fiorentina

Milan-Fiorentina ha dimostrato ancora una volta che per vincere, in qualche modo, bisogna segnare di più dell’avversario. Certo, i viola ieri sono stati molto sfortunati sia in fase difensiva che offensiva, vedasi il miracolo di Maignan allo scadere, ma la sensazione è che a questa squadra manchi il cinismo, pecca su cui c’è da lavorare.

Al termine del vittorioso derby dell’Appennino contro il Bologna, Vincenzo Italiano si era espresso con una frase semplice ma ricca di significato: «I ragazzi devono capire che quando non si riesce a vincere si può anche non perdere», frase che ad ora è quanto mai attuale. La Fiorentina ha avuto il 58% di possesso palla – nel secondo tempo si arriva al 70 – e ha tirato 21 volte, ma non è mai riuscita a trovare il gol. Nel primo tempo, gol a parte, gli unici squilli sono stati del Milan e ci è voluto un super Terracciano con un paio di parate importanti. I viola sono stati molto più propositivi nella ripresa, ed è lì che sono venuti fuori i limiti di alcuni giocatori.

Bonaventura e González non possono essere sempre in stato di grazia, e quando non segnano qualcuno deve sopperire, specialmente se si parla di attaccanti. Beltrán ha tanta, tantissima qualità, ma davanti a Maignan ha cestinato un’occasione d’oro che un attaccante di livello non può sbagliare, e per il resto non si è mai visto. Nzola, in controtendenza con le ultime partite, è entrato con spirito di volontà ma non si è mai reso pericoloso. Oltre a questo tanti tiri sporcati dentro l’area e cross non sfruttai, se poi ci si mette anche Maignan con i suoi miracoli è dura trovare la rete. La Fiorentina crea, crea, crea ma non riesce a finalizzare: sfruttasse a pieno le sue palle gol avrebbe il miglior attacco del campionato.

La sfortuna c’è ed è innegabile, ma Italiano deve cercare di lavorare sulla testa dei giocatori. Dire che con lui gli attaccanti non segnino è oggettivamente sbagliato. Con lui Nzola ha segnato 11 gol al primo anno di Serie A, l’anno dopo Vlahović ne ha segnati 17 in 21 presenze in campionato. Gli stessi Jović e Cabral, non certo due macchine da gol, hanno segnato complessivamente più di 30 gol lo scorso anno. Italiano può dare di più alla squadra, magari con un cambio modulo, ma è il momento che anche i calciatori inizino ad assumersi le loro responsabilità. Se la Fiorentina vuole sognare in grande, e ne ha la rosa e le capacità per farlo, bisogna essere più cinici.

 

Subscribe
Notificami
guest

2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Commento da Facebook
Commento da Facebook
2 anni fa

Finché fa’ giocare Nzola non si può vincere ma, ancora non se ne è accorto.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
2 anni fa

Ci si salva??😕😕😕

Articoli correlati

Moise Kean, attaccante della Fiorentina
Le ultime in vista del match di sabato al Maradona: Vanoli ritrova Parisi e quasi...
L’infortunio dell’ex Empoli apre la strada a Solomon dal primo minuto nella sfida di domani...
La Fiorentina batte il Bologna dell'ex Italiano nell’ultima al Franchi: Parisi e Kean decisivi, ma...

Altre notizie